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RACCONTI E ARTICOLI PUBBLICATI
"Fallimento"- Rassegna "Racconti d'estate"- Giornale "La
Voce"-Rimini- Anno 2000.
"Fellini non abita più qui"- giornale "Chiamami
Città"(Rimini)- anno 2000.
" Di epitaffio in epitaffio"- giornale "La Voce"(Rimini)-
anno 2000-
"Metamorfosi" giornale "La Gazzetta del Rubicone"(Santarcangelo
di R.)- anno 2000-
"Nei cimiteri a decifrar latino"- La Gazzetta del Rubicone-
anno 2000-
"L' oste che fa la differenza" - "Chiamami Città"(Rn)- anno
2000-
"In Rubiconia non tutto è perduto" - La Gazzetta del
Rubicone- anno 2000-
"Il mio giubileo tra bellezza ed elemosina"- "La Voce"(Rn)-
anno 2000-
"Morire tra Natale e Capodanno"- "La Voce" (Rn)- e "La
Gazzetta del Rubicone"-anno 2000-
"La cultura della morte soffocata dai trionfi della vita"-
"Il Ponte"- anno 2001-
" Se è vera Pasqua"- "Il Ponte"(Rn)- anno 2001-
"Il bel paese di una beata egoista"-Concorso "Il racconto"-
giornale"La Repubblica"- anno 2001-
"La burocrazia tra computer e penne d'oca"- "Chiamami Città"
(Rn)- anno 2001-
"Il sarto" - La Gazzetta del Rubicone- anno 2001-
"Dove sono finite le sessantottine?"- "La Voce" di Rimini-
anno 2001-
"Bastava un tocco di campana per il bel tempo"- "Chiamami
Città Magazine"(Rn)- anno 2001-
"Finalmente il tempo libero soprattutto per gli anziani"-
"La Voce"-
"Una casa in vendita" e "I misteri della notte"-Rivista
"Confini"(Cesena)- anno 2001-
"L'Egitto dei Faraoni e dei marpioni"- "Chiamami Città"(Rn)-
anno 2001-
"L' amor di patria resisterà all'era della globalizzazione"-
La Voce"(Rn)- anno 2001-
"In marcia per le donne afgane"- La Voce- anno 2001-
"Accoglienza, gusto e gastronomia"- Chiamami Città"- anno
2002-
"Il cibo nel tempo"- "Chiamami Città" e "La Gazzetta del
Rubicone"- anno 2002-
"Una locanda per il fine settimana"- "Chiamami Città"- anno
2002-
"Vendere il passato"- "La Gazzetta del Rubicone"- anno 2002-
"Quando la traduzione del latino risvegliava la preghiera"-
"Il Ponte" (Rn)- anno 2002-
"Il Marocco"- "La Gazzetta del Rubicone"- anno 2002-
"A tavola con le formiche"- Pro-Loco - Longiano(FC) - anno
2003-
"Come consolarsi"- "La Gazzetta del Rubicone"- anno 2003-
"Vino, o bel vino"- La gazzetta del Rubicone- anno 2003-
"La Festa del perdono"- La Gazzetta del Rubicone"- anno
2004-
"Finte rondini non fanno primavera" - La Gazzetta del
Rubicone - anno 2004-
"Caccia al tesoro"- Rivista "La Nuova Tribuna Letteraria"-
Abano Terme (Pd)- anno 2004-
"Ma quale Natale?"- rivista "C&M-Città e Mercato"(Rn)- anno
2004-
"Basta Jingle Bells, riscopriamo la Romagna"- La Gazzetta
del Rubicone"- anno 2004-
"Ricordo di Antonio Piromalli"- "La Nuova Tribuna
Letteraria"-Abano Terme(Pd)- anno 2004-
"San Mauro Pascoli, il mio paese"- "La Gazzetta del Rubicone"-
anno 2005-
"Il mondo natalizio di Giovanni Pascoli"- "La Gazzetta del
Rubicone"- anno 2005-
Mia intervista
" In scena la tavola" su "IN MAGAZINE" (RN)
-Novembre 2008-
Marzo 2009 - "Virtù dei cardi
di Caterina Sforza" su "La Gazzetta del Rubicone" e
"Chiamami Città" (RN).
Estate 2009 - "Bracconieri e
Mondine del mare" su "La Voce"-
Chiamami Città" - Web
Gazzetta Rubicone - " La mia estate al fresco..." su
"Chiamami Città"
Settembre 2009 - Commento
Vangelo secondo Marco su "La Voce"
Natale 2009 - "Acccendiamo le
luci dentro di noi" su "La Voce" e "Corriere."
Gennaio-Febbraio 2010 - "Antonia
da Barignano " - Violante Montefeltro" -
"Le donne minori
dei Malatesta" (Gazzetta Cervia-Cesenatico-Chiamami città)
Luglio 2010 - Mio articolo
"Alle Terme" pubblicato su "Chiamami Città-Rimini" e
Gazzetta Rubicone".
Col titolo: "Alle terme, un mondo
fascinoso da scoprire" con immagine, sul sito internet
www.romagnagazzette.com (inediti).
Settembre 2010 - Mio racconto
"Florin e Mariana" (tema : accoglienza, solidarietà verso
persone fragili e bisognose di aiuto) pubblicato su
"Chiamami Città" - "La Gazzetta del Rubicone".
"A chi affidarci" -
Romagnagazzette.com - dicembre 2010 -
"Tu
,o Padre, c'illumini, / tu ci reggi e ci guidi! / Signore,
nelle tue mani / l'inizio e la fine/ e tutto affidiamo".
PAGINE DI VANGELO. E' scritta nella prima pagina di un
Vangelo ricevuto in dono, la dedica. Queste le parole: " La
luce nella luce,/ l'amore nell'amore,/ la pace nella pace, /
la giustizia nella giustizia,/ la libertà nella libertà,/
l'uguaglianza nell'uguaglianza, /io vo' sempre invocando,/o
mia unica speranza,/ o mia fede, /o mio Grande Signore!".
Non conosco il nome dell'autore. O forse non lo ricordo, è
passato tanto tempo... Penso che le parole siano di un
poeta, di un filosofo, oppure di una persona qualsiasi che
abbia conosciuto la sofferenza, subìto gravi torti.
Ogni volta che apro il Vangelo, le rileggo.
"La luce nella luce...l'amore nell'amore... perchè le parole
luce, amore e le altre si rincorrono, si cercano l'una
nell'altra?
Forse le prime, intese come "umane" , chiedono rifugio,
aiuto, completezza alle seconde, intese come "divine"?
Dio, il Grande Signore, che le racchiude tutte in sè, le ha
concesse munificamente all'uomo. E l'autore consapevole
della grandezza e importanza di questo dono, dice: ..".io
vo' sempre invocando...", perchè teme vengano disperse,
cancellate.
Quelle "parole" rispecchiano i sentimenti e i grandi valori
della vita, ma spesso vengono dimenticate, oltraggiate,
calpestate.
Molte sono, infatti, le vite degli uomini che brillano
appena di luce fioca, non sono riscaldate dall'amore ,
soccombono per mancanza di pace, di giustizia, di libertà.
E sopraffazione, egoismo, finzione contraddistinguono gli
uomini che non rispettano l' uguaglianza.
L'autore ripone l' unica speranza nel Nostro Signore. Gli
conferma la fede. A lui si affida.
I nostri Natali, con l'affannoso scambio dei doni, non
rispecchiano più gli autentici, buoni sentimenti. E anche
gli alberi natalizi paiono appesantiti da addobbi falsamente
luccicanti.
Se ai loro rami appendessimo le parole della preghiera: in
alto l'amore, più sotto la pace, più in là la giustizia, lì,
la libertà, vicino l'uguaglianza., tutt'intorno quanta luce
brillerebbe!
E se sotto gli alberi mettessimo solo due regali, ma
importanti: la speranza e la fede!
Il congedo lo lascio fare ad Eduard Morike, un poeta tedesco
dell'800, con alcuni suoi versi dedicati all' anno nuovo:
"...In lui incominci, /che il sole e la luna/ sulla volta
turchina/ del cielo fa muovere./Tu ,o Padre, c'illumini, /tu
ci reggi e ci guidi! /Signore, nelle tue mani /l'inizio e la
fine/ e tutto affidiamo"/.
Aprile 2011 - Viene pubblicato con grande rilievo il mio articolo : "L'Amor di Patria" dedicato al 150° Anniversario dell'unità d'Italia.
Luglio 2011 - Viene pubblicato su "La Gazzetta del Rubicone", "Chiamami Città", "Il Ponte", l'articolo : "Ritorno al passato, col piccolo cucito".
Ottobre 2011 - Celletta Zampeschi Santarcangelo - "Tre donne nell' Arte/ un unico nome/ Franca Fabbri". Non è uno scherzo, veramente tre artiste con lo stesso nome, il 14 ottobre, si sono incontrate alla
Celletta Zampeschi di Santarcangelo, portando ciascuna il bagaglio della propria arte: teatro, poesia, arti visive. L'incontro era organizzato dall'Associazione Culturale "Noi della Rocca", con la collaborazione della Biblioteca Baldini e il Patrocinio del Comune Clementino.
La prima Franca Fabbri, di Milano, famoso soprano, oggi voce recitante, ha affrontato un suo cavallo di battaglia: il melologo di Richard Strauss "Enoch Arden" Op,38, al pianoforte la pianista Laura Beltrametti. E' un testo poetico ottocentesco di Lord Tennyson, una tragica storia d'amore, che si avvale della fusione con la musica composta dal grande Richard Strauss. Molti grandi musicisti dell'800 come Bizet, Massenet, Gounod, Schumann, Listz, Strauss si sono dedicati a questo genere letterario-musicale, in auge fino agli inizi del 900, soprattutto nell'area austro-germanica.
Il soprano milanese, più volte interprete di Violetta nelle Traviata, scoperta da Luchino Visconti, che ha calcato i più importanti teatri d' Italia, d'Europa e d'America, da tempo ci cimenta nella recitazione dei più famosi melologhi ( o melodràmen) e alla Celletta Zampeschi ha recitato proprio il più famoso, l' Enoch Arden, da cui fu tratto anche un film.
La seconda Franca Fabbri, poetessa e scrittrice di San Mauro Pascoli, oltre ad aver condotto il programma della serata , ha letto alcune poesie tratte dal suo ultimo libro "Sto consumando l'ultima casa"(Fara Ed.), versi asciutti, franti, anche ironici, spiegando che le tre artiste, per i loro interventi, avevano concordemente scelto di esplorare nelle tre diverse arti: teatro, poesia, arti visive, le diverse, possibili interpretazioni della morte.
La terza Franca Fabbri, di Santarcangelo, critico e docente di Storia dell' Arte all' "Accademia delle Belle Arti di Rimini", che svolge attività di ricerca sull'arte contemporanea presso università italiane ed estere, ha trasmesso "suggestioni, immagini, parole" da Munch, Friedrich, Schneider, i cui quadri e installazioni erano proiettati su schermo a parete.
Folto il pubblico presente che ha applaudito la scelta originale e altamente culturale della serata.
Molto apprezzata la pianista pavese Laura Beltrametti, che ha suonato in sedi prestigiose e ora anche qui da noi, in Romagna.
Le tre artiste dallo stesso nome -Franca Fabbri- ,esibendosi ciascuna nella propria arte, hanno così cancellato, divertendosi, l' errata attribuzione di ruoli e meriti; la poetessa, infatti, era "vista" anche nel ruolo di docente di storia dell'arte, e questa spesso diveniva anche poetessa e scrittrice...
La poetessa Franca Fabbri, un tempo residente a Milano, era raggiunta da telefonate e messaggi di entusiastici ammiratori del soprano Franca Fabbri, che cantava alla Scala, ricevendo addirittura al posto suo, "corbeilles" di fiori!
Ora le tre artiste, attraverso questo piacevole incontro, si sono conosciute personalmente e sono divenute anche amiche, e se capiterà ancora un pò di confusione, pazienza...loro non si offenderanno, anzi la gradiranno!
FRANCA FABBRI ( San Mauro Pascoli )
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